La lingua
Una delle idee sbagliate più diffuse è che l'arabo sia una lingua molto difficile. In realtà l'arabo non appartiene al gruppo linguistico indoeuropeo ed è costruito su regole completamente diverse da quelle delle lingue europee. La grammatica araba è abbastanza chiara, e la formazione logica delle parole permette spesso di intuire il significato di un termine sconosciuto. Quanto alla pronuncia, è questione di pratica: per chi studia non rappresenta alcuna barriera intellettuale.
Un altro equivoco riguarda la natura stessa della lingua araba. L'arabo moderno si divide in due varietà: quella letteraria e formale, usata in tutto il mondo arabo, e il dialetto parlato, con cui la popolazione di una determinata regione comunica nella vita quotidiana. L'arabo formale si usa nella stampa, alla radio e in televisione, nelle conferenze e così via. L'arabo parlato lo si ascolta al lavoro, a casa, nelle canzoni, nei film e nelle soap opera.
Nelle università di tutto il mondo si studia l'arabo classico, standard, perché si ritiene che sia la forma "pura" e che permetta di comunicare in tutti i Paesi arabi, mentre i dialetti locali sarebbero poco più di uno slang regionale. Non è così: nella pratica la "comunicazione con tutto il mondo" si rivela molto limitata. Conoscendo solo l'arabo classico, semplicemente non si riesce a conversare in modo naturale e pieno con le persone nella loro lingua madre. La comunicazione resta a senso unico. Spesso si creano incomprensioni, finché un madrelingua dell'arabo locale non legge ciò che volevate dirgli. Ovviamente non scriverete ogni volta. C'è una sola soluzione: conoscere sia l'arabo standard sia quello parlato e usare l'uno o l'altro (o un misto di entrambi) a seconda della situazione.